I Robot

I Robot Di Quirino Scaramastra 10/11/2014

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Qualche tempo fa ne avevamo parlatonel post Elysium,se qualcuno fosse stato scettico su quanto avevo riportato e avesse pensato che si trattava di pura fantascienza è arrivato un report prodotto da Deloitte in collaborazione con l’università di Oxford che mette nero su bianco tutte le analisi fatte nel post Elysium ,e trasformando le nostre presunte ipotesi nel presente e nel futuro prossimo , cioè domani.

Si introduce il rapporto calcolando i posti di lavoro persi a seguito del processo di globalizzazione , che ha spostato sacche occupazionali dall’occidente all’oriente , verso paesi come Cina ed in india,purtroppo non ci sarà più modo di prendersela con i musi gialli, adesso cari lavoratori sindacalizzati esiste un altra minaccia i Robot … la vostra battaglia dovrà essere condotta contro le macchine.

Come avevamo già detto era facilmente prevedibile ma a dircelo non è il sindacato è talmente scostato dal mondo del lavoro che innescherà una guerra quando arriverà il droide sindacalista , prima è difficile che si rendano conto della tendenza , il rapporto prevede la perdita di 10 milioni di posti di lavoro nella sola Gran Bretagna , questi lavori saranno eseguiti da macchine intelligenti e/o software e sicuramente verranno eseguiti meglio con un più basso margine di errore.

Un imprenditore quando ha a disposizione una macchina che lavora velocemente , non si ammala non va in maternità , non fa la pausa pranzo ne tantomeno le ferie , non contesta gli ordini di servizio , perché dovrebbe investire in un essere umano ?

Ovviamente parliamo solo di alcuni tipi di mansioni, nell’insieme dell’universo lavoro il rapporto dovrebbe essere 1/3 quindi 1 lavoratore ogni 3 sarà un robot è i più colpiti sono i lavori a basso reddito con relativa bassa qualificazione ed è prassi che nessuno di quelli che si ritengono difensori del lavoro si sta informando e sta informando di queston nessun sindacato mi sembra che stia proponendo un exit strategy.

I settori colpiti quindi saranno , la manifattura , l’industria e i servizi , i trasporti e le costruzioni, le macchine saranno in grado agevolmente di sostituire tutti i lavoratori con mansioni semplici e ripetitive.

Dall’altro lato tutti i lavori che saranno legati al progresso allo sviluppo ed alla manutenzione dei software e delle macchine richiederanno personale la riparazione dei robot la distribuzione e la personalizzazione dei ricambi e delle interfacce richiederanno personale specializzato, per questo anche se già fuori tempo sarebbe il caso di prepararsi per entrare in questo nuovo mercato e non attendere che il sindacato ci faccia fare una crociata contro le macchine.

L’analisi propone già alcuni mestieri estinti o in via di estinzione

bibliotecari

segretarie

impiegati di banca

Benzinai

Caselli automobilistici

Autolavaggi

tutti questi mestieri sono gia stati sostituiti in parte o in todo da computer , bancomat e in genere da sistemi automatizzati.

E’ arrivato il momento di prepararsi per questo futuro che è già tra noi prevenendo la caccia alle streghe che arriverà da i soliti impolverati rappresentanti di sigle improbabili che parlano di un mondo del lavoro che non ci appartiene più e soprattutto al quale loro non sono mai appartenuti.

Quirino Scaramastra

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4 commenti

  1. Sagge parole.

    Mi ricordo che Beppe Grillo nella campagna per le Europee accennava molto a questo fatto. La robotizzazione del mercato del lavoro renderà (e gia ha reso) obsoleti milioni di lavoratori. E, come dici tu, colpisce maggiormente le mansioni meno specializzate. Secondo lui, e anche secondo molti altri, solo il reddito di cittadinanza può colmare il gap creato da questo progresso tecnologico. Chiaramente tale reddito deve essere accompagnato da programmi statali che insegnano o aggiornano nuove mansioni.

    Ce’ anche da ricordare che la robotizzazione divide letteralmente in due il mercato del lavoro. Un fenomeno che in economia si chiama polarizzazione del lavoro (http://en.wikipedia.org/wiki/Polarization_(economics)): i più benestanti hanno i mezzi per specializzarsi nelle migliori università del mondo, e sono loro che supportano i robot, che li creano e che si occupano di tutto il software dietro questo progresso tecnologico. Ma visto che molti dei lavori nel settore manifatturiero vengono automatizzati, la classe media scivola in quella più povera perché non ha i mezzi per acquisire la specializzazione che invece i più ricchi hanno. Ne consegue una continua polarizzazione.

    Negli Stati Uniti questo fenomeno e’ in gran parte gia accaduto. Mentre l’1% può permettersi di mandare i propri figli ad Harvard, MIT, Princeton, Oxford, la classe media e’ scivolata in basso, non potendosi permettere i costi proibitivi dell’educazione privata Americana. Questo dopo che molti settori sono stati “outsourced” verso il sud-est asiatico, e mentre molti settori sono stati automatizzati. Non e’ un caso, quindi, che l’azienda che impiega più persone negli USA (ben oltre un milione!!!) e’ Walmart, una catena di ipermercati che paga tra gli $8 e $11 dollari l’ora, non offre assistenza sanitaria, vieta la sindacalizzazione, con ritmi lavorativi massacranti. La classe media scivola in quella più bassa e lavora al Walmart, la classe più ricca si specializza sempre di piu e lavora a Facebook. Una letterale polarizzazione.

    Le aziende di maggior successo Americane nel settore tecnologico semplicemente non creano molto lavoro. Penso a Facebook (con solo 8 mila impiegati) a Twitter (3,600). Ma anche giganti quali Amazon, Apple e Google creano pochi lavori in relazione a quanto valgono.
    Questo e’ il futuro: chi può permettersi di specializzarsi con costosissimi masters e dottorati all’estero se la passera benissimo. Chi non può permetterselo andrà a fare il cassiere al Carefour, almeno finche Carefour non robotizza anche le casse (cosa gia successa negli USA e nel UK).

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  2. Questo scenario preclude definitivamente se fosse mai esistita la possibilità di ridistribuire le ricchezze se non si fa un ragionamento serio sulla direzione che deve essere presa.

    a ) il progresso non può essere fermato fa parte della nostra natura progredire
    b ) la gente non può vivere di assistenza ma deve essere pensata una politica di reimpiego
    c ) l’uso delle macchine è necessario e lecito queste dovrebbero aiutare gli esseri umani ad avere
    meno incombenze orari di lavoro più corti .

    Ma nessuna riflessione di questo tipo mi sembra in atto da parte degli addetti ai lavori , i sindacati ignorano la cosa , i grandi proprietari cavalcano la cosa livellando i salari verso il basso .

    Il problema sarà quando avremo masse enormi di inoccupati cosa faremo gli forniremo delle sostanze stupefacenti ? forniremo entartaiment spazzatura per fargli passare il tempo ? propineremo malattie a buon mercato.

    Quale sarà la strategia ?

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    • “Il problema sarà quando avremo masse enormi di inoccupati cosa faremo gli forniremo delle sostanze stupefacenti ? Forniremo entartaiment spazzatura per fargli passare il tempo ? propineremo malattie a buon mercato.”

      Tutto questo e’ gia successo, e continua a succedere: la disoccupazione gia e’ alle stelle, particolarmente quella giovanile. Saviano ci ha gia raccontato della gigante economia dietro ai stupefacenti. Entertainment spazzatura gia ci ha pensato Berlusca con mediaset, ed ora Murdoch con Sky. E poi guarda la paura dell’Ebola, di cui oramai non si parla più. Sicuramente tra qualche mese ne spunterà una nuova.

      Ma ritornando al discorso economico:

      Hai assolutamente ragione, nessuno -ne i sindacati, ne i proprietari aziendali, ne la classe dirigente politica- si preoccupa di questo cambio epocale della natura stessa dell’economia mondiale. Senza parlare della rivoluzione delle stampanti 3D, che affosseranno definitivamente il settore manifatturiero.

      Quindi,

      Il reddito di cittadinanza e’ necessario per dar tempo al mercato del lavoro di acquisire le specializzazioni necessarie per competere nella nuova economia globale. E questo può avvenire soltanto con una politica che investe nei lavoratori con corsi di aggiornamento e specializzazioni tecniche varie. Penso ai programmi che ha la Germania per esempio, che creano lavoratori istruiti, competenti e specializzati al punto che non possono essere rimpiazzati da robot. Ma e’ il governo che deve creare questi strumenti e istituzioni. Ma con la politica di austerità e’ impossibile investire in nulla ne in corsi di aggiornamento ne nel reddito di cittadinanza.

      Per uscire dalla crisi gli Stati Uniti spenderanno $831 miliardi tra il 2009 e il 2019 (http://en.wikipedia.org/wiki/American_Recovery_and_Reinvestment_Act_of_2009)

      Come dicono qui in America: “you have to spend money, to make money”. Basta co st’austerity in Europa.

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  3. Le politiche di austerità in Europa si sono affermate perché fino ad ora hanno garantito un piccolo vantaggio ad alcuni paesi dell’unione , anche se negli ultimi tempi questo piccolo vantaggio non sembra più tanto rilevante .
    D’altronde se impoverisci tutti quelli intorno a te , se da un lato primeggi nell’industria della produzione poi non sai a chi vendere , ad ogni modo alcuni paesi si sono rafforzati , le banche hanno potuto speculare ed approfittare di questo periodo che ha reso il mercato di molto instabile .
    Ma tutti gli imprenditori sanno che nessuna azienda può partire senza investimenti , questo vale anche per una nazione che ha si delle complessità maggiori ma anche delle similitudini con un azienda.
    Inoltre l’Europa nello specifico soffre la mancanza di un unità politica , questa mancanza di unità fa si che non ci sia una politica di espansione economica comune e condivisa ma ognuno tira l’acqua al suo piccolo mulino.
    Questa austerità sta solo distruggendo l’europa , dando slancio a movimenti anti europeisti , la cosa da chiedersi è ce qualche politico in europa che vuole veramente l’unione ?

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